Senza dimora

“Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “andate in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta.” (Giacomo 2:15-17)

Uscendo per le strade siamo testimoni della terribile povertà e delle condizioni inumane in cui si trovano molte persone, abbandonate da tutti, senza una dimora,  senza acqua, senza un letto, i più fortunati hanno una coperta tanti hanno solo un pezzo di cartone.

Non si può combattere la povertà senza prima averla compresa

Il Signore ode il grido degli oppressi e conosce le loro sofferenze. La Chiesa, sua diretta rappresentante qui in terra è chiamata ad ascoltare il medesimo grido,  siamo responsabili dei bisogni delle persone che Dio ci mette davanti, abbiamo la necessità di agire, di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per provvedere qualcosa di materiale, ma soprattutto di spirituale.

Sentiamo il grido di tante persone che, chi per un motivo chi per un altro, non hanno più speranza, non vedono più futuro, ma noi possiamo portare una speranza, noi portiamo Cristo Gesù che cambia e trasforma le vite. Si riparano presso le vetrine prestigiose di via Roma per ripararsi un po dal freddo e le telecamere gli danno un po di sicurezza nel buio della notte crudele.

Prepariamo del cibo caldo: delle lasagne, un pezzo di carne, qualche torta salata e lo portiamo al dormitorio di Corso Tazzoli a Torino. Qui le persone possono dormire per alcuni giorni in un letto abbastanza confortevole, ma le loro storie sono molto tristi e disperate, ce le raccontano e ci spezzano il cuore, noi facciamo il possibile… l’impossibile lo fa il Signore che cambia la storia e trasforma il male in benedizione.

Donare amore e gentilezza, Dio ci invita a prenderli per mano e condurli a lui

“I miseri e i poveri cercano acqua e non c’è n’è; la loro lingua è secca dalla sete. Io, il Signore li esaudirò. Io, il Dio di Israele non li abbandonerò. Io farò scaturire dei fiumi sulle nude alture, delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno, della terra arida una terra di sorgenti; pianterò nel deserto il cedro, l’acacia, il mirto e l’olivo selvatico; metterò nei luoghi sterili il cipresso, il platano, e il larice tutti asieme affinché quelli vedano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano del Signore ha operato questo e che il Santo di Israele ne è il Creatore” (Isaia 41:17-20)

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