Paura di volare

Ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile,
corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano. (Isaia 40:31) 

A questo proposito, voglio raccontare un fatto accaduto alcuni mesi fa. Nella voliera di mio padre, erano rimasti due colombi e decisi di dare loro la libertà; così lasciai la porta della voliera aperta per un paio di giorni, ma, con mia grande sorpresa, nessuno dei due uccelli approfittò dell’offerta di libertà. A questo punto entrai nella voliera, presi il primo colombo e lo lanciai in aria e questi, con volo incerto, volò via. Lo stesso feci con il secondo, ma questi, a differenza del primo, dopo aver volteggiato un paio di volte sulla voliera, vi si posò sopra.La maggioranza dei credenti di questo secolo, accusano una strana malattia. Sono colpiti dalla sindrome del non potere; non posso… non ce la faccio… non sono capace… Questa strana sindrome, lavora come una lente d’ingrandimento; le difficoltà sono ingigantite, mentre la grazia del Signore, la libertà che godiamo in Cristo, la fede nel Suo Nome, diventano piccole piccole.

Due giorni dopo, con mia grande sorpresa, vidi che il colombo era rientrato nella voliera. Lasciai la porta aperta per parecchi giorni, ma ogni volta che tornavo, lo trovavo sempre li; aveva paura di volare, preferiva vivere nell’angusto spazio della voliera anziché godere della libertà che gli veniva offerta, della bellezza degli spazi aperti.

Lunghi periodi della nostra vita cristiana somigliano a quel colombo; ci ritagliamo il nostro piccolo spazio. La nostra vita cristiana è un susseguirsi, più che di vittorie, di dolenti sconfitte e delusioni. Attenzione però: adagiarsi è molto pericoloso, porta alla pigrizia e questo è un pericolo grave!

Un proverbio popolare recita così: la pigrizia è la madre di tutti i vizi. Quel colombo in quella gabbia con la porta spalancata, faceva tanta tristezza. Gli avevo dato l’opportunità di volare, ma aveva paura oppure era pigro per farlo. Si accontentava di svolazzare, volare era troppo per lui.

Noi forse non siamo in una voliera, o forse non ce ne rendiamo conto, ma troppo spesso, come quel colombo, ci accontentiamo di un cristianesimo che assomiglia molto ad uno “svolazzare”. Dio ci ha dato l’opportunità di volare alto, ma l’adagiarsi, la routine, la pigrizia, il dubbio o addirittura la paura, ci consigliano di stare tranquilli nella nostra voliera. Ogni tanto svolazziamo un po’ qua e un po’ là, facendo attenzione a non varcare i confini che ci siamo posti! Ma soltanto quelli che sperano nel Signore acquistano del continuo nuove forze, si alzano in volo come le aquile…

Gli eroi della fede che volarono in alto, non erano diversi da noi; l’apostolo Polo diceva: fratelli, state come sono io, poiché sono come siete voi. Tutti costoro, avevano dei segreti: speravano del continuo nel Signore, la loro fiducia il Lui era totale, prendevano Dio in parola, amavano Dio con tutto il cuore e al di sopra di tutto e tutti.

Imitiamoli, e impareremo che volare sulle ali della fede è molto più gratificante ed emozionante che svolazzare in una voliera. Inoltre, alzarsi in volo come le aquile fa si che vediamo le cose dall’alto, quindi dal punto di vista di Dio. In questo modo il nostro servizio al Signore sarà più completo ed efficace.

A noi la scelta: svolazzare attanagliati dalla paura di volare oppure sperare in Dio e alzarsi in volo come le aquile.

Enzo Viola

 

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